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Palazzo de Prisco

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Palazzo de Prisco
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Palazzo De PriscoIn Via Luisa Sanfelice si affaccia il palazzo de Prisco, di chiaro gusto neoclassico. Proprietario del palazzo, a fine '800, fu l'on. Vincenzo de Prisco. Nel 1898, come si evince dall'incisione sul fermo portale, lo riadattò al suo gusto. Il prospetto presenta una zoccolatura di pietra vesuviana scheggiata nella quale si aprono le finestre dei locali seminterrati. Segue uno spesso bugnato che crea forti chiaroscuri che caratterizzano la facciata. Al centro è il portale in pietra di lava dalla linea semplice, con capitelli stilizzati di forma geometrica a segnare l'imposta dell'arco. Al lati, quattro finestre, elegantemente impaginate nel bugnato, danno luce ai locali del piano terra. Alle estremità sono due piccoli ingressi secondari a n c h ' e s s i incorniciati da portali dal piedritti in pietra locale.
Palazzo De Prisco, internoDue i balconi: uno sull'ingresso principale ed uno disposto lateralmente, a sinistra, entrambi in lastra di pietra sagomata, naturale continuazione della cornice di marcapiano. il secondo livello è trattato ad intonaco liscio scandito da lésene sormontate da capitelli corinzi che sorreggono l'aggetto della cornice di coronamento. Le aperture esistenti sono sormontate da cornici sostenute da agili mensole a volute che conferiscono un particolare risalto alle finestre. Ancora, al piano nobile, una grande loggia fiancheggia il corpo di fabbrica a destra della facciata. Varcata la soglia del semplice Palazzo De Prisco, internoportale si è subito immersi in una calma visiva e dolce che marca la voluta estraneità di questo "monastero privato" dalle case che lo circondano. Al piano nobile, costituito da grandi stanze coperte a lamia e tutte affrescate con pitture di stile pompeiano, esplode in tutta la sua evidenza l'amore per l'antico da parte dell'on. Vincenzo de Prisco. Effettuò molti scavi archeologici a Boscoreale, Boscotrecase e Scafati tra il 1894 ed il 1900. Durante uno dei suoi frequenti viaggi conobbe, a Parigi, la viennese Sofia Kohut, più giovane di lui dì circa venti anni, che sposò nel 1913 conducendola a Boscoreale nel palazzo di via Sanfelice. Dopo diversi anni, il de Prisco, sentitosi prossimo alla fine, la nominò erede universale del suo patrimonio. Si spense il 16 giugno 1921 suicidPalazzo De Prisco, interno a. Il palazzo è passato poi in proprietà del Prof. Vincenzo Albano ed oggi appartiene al figli. Le pitture parietali che decorano l'intero del palazzo sono in gran parte tratte dal repertorio decorativo della Villa di P. Fannius Synistor. Le pareti, suddivise in grandi campi a fondo unito presentano nelle edicole della zona mediana quadri con soggetti ripresi dalla megalografia mitico-storica rinvenuta nell'oecus della villa. Le decorazioni parietali, realizzate dopo il 1899, sono opera del pittore Geremia Discanno (Barletta 1839 - Napoli 1907), uno dei massimi decoratori in "stile pompeiano".
Al pittore Nicola Ascione (Torre del Greco 1870 - Napoli 1957) si devono le decorazioni di alcuni quadri centrali delle lamie, realizzati nel 1906. Le opere dai colori vivaci, tipiche dell'artista, rappresentano un baccanale di ispirazione pompeiana; l'altra un soggetto mitoPalazzo De Prisco, internologico: Venere e Cupido. Uno sguardo particolare mèrita il giardino ad agrumeto annesso al palazzo, perfettamente conservato e particolarmente ricco di piante e arredato da tavoli con sedili in pietra, alcuni reperti archeologici, come un dolio, che conclude visivamente il viale di accesso al giardino, lato vico Sanfelice, ed infine pezzi di macina in pietra di età romana che testimoniano ulteriormente l'amore per il bello e l'antico da parte del proprietario.
Il palazzo, oggi vincolato e dichiarato Monumento Nazionale rappresenta per la città di Boscoreale ciò che resta dell'enorme ricchezza rinvenuta nelle ville della Pisanella e di Fannio Sinistore, purtroppo ammirate da pochi osservatori di fine Ottocento. 

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martedì 02 settembre 2014

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