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Frazione Pellegrini

Contrada Passanti-PellegriniL'attuale frazione Pellegrini (antica contrada Passanti-Pellegrini), centro di attività agricole e artigianali, nasce nel 1700 dall'aggregazione di famiglie di contadini. Già a quell'epoca i nostri concittadini erano dediti alla cura di estesi frutteti, vigneti ed orti irrigui. Col viceregno spagnolo e la successiva creazione del Regno di Napoli si andarono incrementando le attività agricole e vi fu un rifiorire delle campagne. La masseria divenne il simbolo del benessere economico della popolazione agricola.
Nel 1700 nella contrada Pellegrini, aveva grande importanza la masseria "Le donne" ossia "de Passanti", di moggia 91 circa, appartenente ai padri Gesuiti , piantata a vigneto e frutteto. Essa ricopriva l'area estendentesi dall'attuale piazza dei Passanti alla contrada Aquino.
L'ingresso della masseria presentava un bel portale ad esedra fiancheggiato da piloni, con basamento in pietra vesuviana, che ancora oggi si staglia di fronte alla chiesa parrocchiale della contrada, dedicata a S.Anna.
La proprietà passò, con la cacciata dei Gesuiti dal Regno di Napoli (1767), prima allo Stato e poi a privati. Nell'Ottocento il palazzo con il monumentale portale appartenne alla famiglia dei Conti Pellegrini, da cui la contrada prende il nome.
Il palazzo, oggi proprietà Di Palma, è conosciuto anche come palazzo Berardelli. Tutt'ora al centro della tenuta, il palazzo si eleva maestoso, rafforzato negli angoli da robusti contrafforti che si portano fino all'imposta del primo piano. Antistante al palazzo vi sono i depositi di foraggio e di grano che veniva battuto nell'aia a fianco dei depositi stessi. Non poteva mancare la quercia vinaria nei cellai sottostanti al palazzo; nella zona, infatti, si produceva anche vino ed i padri Gesuiti avevano una cantina molto attrezzata e con lo scivolo per il deposito delle botti. All'ingresso del cellaio si notano ancora gli anelli in piperno per favorire, con le funi, l'immissione e l'estrazione delle botti.
L'importanza della contrada è stata notevolissima per tutto l'Ottocento quando Boscoreale era nota per il suo commercio di frutta e ortaggi che soddisfaceva e il mercato napoletano e quello di altre città italiane, il che è durato fino al 1960.
Ai Pellegrini troviamo la cappella eretta dai padri Gesuiti, oggi parrocchia di Sant'Anna, con il settecentesco portale marmoreo di buona fattura artistica.

Ultima modifica

giovedì 18 settembre 2014

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