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L'immacolata Concezione

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L'immacolata Concezione
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Parrocchia dell'Immacolata Concezione

La costruzione della parrocchia intitolata all'Immacolata Concezione risale alla metà del secolo XVIII. Quest'attribuzione cronologica trova conferma nel "Dizionario Geografico del Regno di Napoli" di Lorenzo Giustiniani (1797), in cui è riportata, datata 13 Giugno 1750, un'istanza dei cittadini di Boscoreale al Re Ferdinando IV di Borbone e al Vescovo, Mons. Trojano Caracciolo del Sole (1738-1764), per l'istituzione di un luogo di culto dedicato appunto all'Immacolata Concezione. Altri autori riconducono al 1762 la data dell'ultimazione della costruzione della chiesa con annesso campanile. Inoltre un'ulteriore testimonianza di questa attribuzione cronologica è costituita dallo stesso impianto planovolumetrico dell'edificio tipicamente settecentesco.
Giovanni Giuseppe Carulli, giureconsulto napoletano del XVIII secolo, tratta, in un suo scritto del 1750, delle condizioni di Boscoreale e soprattutto delle ragiéni di una chiesa parrocchiale.
Parrocchia dell'Immacolata ConcezioneA causa del rapido aumento della popolazione, il territorio di Boscoreale era stato reso largamente coltivabile. Le abitazioni erano distribuite in modo vario e collocate a distanza, a volte notevole fra di loro. Inizialmente sorsero alcune casupole di pescatori ai confini con Torre Annunziata, alla cui parrocchia essi facevano riferimento.
Quando, in un secondo momento furono costruire altre abitazioni nelle zone limitrofe, fu molto forte l'esigenza di una propria parrocchia. Risultò in verità insufficiente la piccola chiesa di S. Maria Salome, sita in Boscoreale, la cui amministrazione era regolata da un unico frate con il compito di svolgere i numerosi uffici.
Inoltre essendo questa chiesetta distante dalle varie abitazioni, ne derivavano notevoli inconvenienti: i neonati che venivano portati in chiesa per ricevere il sacramento del battesimo, correvano il rischio di morire durante il tragitto, specialmente nei giorni freddi e piovosi; alcune persone morivano senza la dovuta assistenza perché il cappellano doveva aiutare altri moribondi o svolgere mansioni diverse altrettanto urgenti; a volte si potevano trovare, leggendo le pubblicazioni di nozze, matrimoni fra consanguinei a causa del mancato rapporto della popolazione del territorio boschese con le zone circostanti.
Parrocchia Immacolata Concezione - NavataLa necessità, quindi, di costruire una parrocchia che accogliesse circa duemila abitanti, in un numero sempre più crescente, divenne urgente in modo particolare per convenire ai princìpi della disciplina ecclesiastica.
Il principe di Striano D. Stefano de Marino si fece carico dell'iniziativa di costruzione della chiesa, espose alla Sede Apostolica il disagio avvertito dalla popolazione boschese nel raggiungere la sede parrocchiale di Torre dell'Annunziata e il proposito di volerla costruire con l'annessa casa del parroco.
A questa iniziativa si opposero i monaci Celestini del monastero di San Pietro a Majella, dal quale la chiesa parrocchiale di Torre Annunziata dipendeva.
Dopo varie controversie vennero a convenzione col Principe e furono definite le condizioni che si sarebbero osservate nell'erezione della chiesa parrocchiale.
I padri Celestini proposero la rettifica del progetto iniziale della chiesa, che doveva diventare più grande e quindi in grado di assolvere il compito di parrocchia; di costruire un'abitazione più grande per il parroco; di corredare la chiesa di tutti i paramenti sacri e di quanto occorreva per la cura delle anime; di assegnare al parroco la somma di 72 ducati annui necessari al mantenimento della chiesa, ed il parroco aveva l'onere di nominare un economo per la gestione di tali somme; infine il principe si riservava il jus patronato laicale così per la chiesa come per l'elezione e nomina del parroco. Su queste condizioni il principe domandò l'approvazione al Sommo Pontefice.
Parrocchia Immacolata Concezione - AltareLa costruzione della chiesa procedette senza difficoltà e, istituita la parrocchia, il primo matrimonio fu celebrato il 5 Gennaio 1762. Gli sposi benedetti dal parroco D. Giacomo d'Aquino furono Raimondo Liguori, della città di Sarno, e Francesca Vitiello del casale di Bosco Reale, testimoni Aniello Carotenuto e Vincenzo d'Acunzo.
Il primo battesimo venne celebrato il 3 Novembre 1762. Crescenzo, di Antonio Carotenuto e Felicella d'Acunzo, fu tenuto nel sacro fonte dall'ostetrica Francesca Autorino.
Il primo defunto, registrato il 31 Ottobre 1762, fu Nicola d'Aquino, di anni 26, figlio di Giuseppe e Teresa Severino. Il suo cadavere fu sepolto nella Congrega del SS. Rosario presso la chiesa di S. Maria Salome in presenza di D. Crescenzo Cirillo, D. Tommaso Magliola, D. Emmanuele Cirillo.

La FacciataLa chiesa elevata su quattro gradini e arretrata rispetto al filo stradale affaccia su una piccola piazza (largo Immacolata Concezione) che ne esalta le linee architettoniche.
La facciata, dalla chiara impostazione-settecentesca è caratterizzata da un'architettura sobria e rigorosa ripartita in due ordini. In basso lo spazio è scandito da
quattro lesene sormontate da capitelli ionici che inquadrano il portale enfatizzato da due colonne ioniche sorreggenti un timpano mistilineo ad arco ribassato. L'ordine superiore, corinzio, è ripartito da quattro gruppi di lesene, poggianti su un architrave sporgente al centro del quale si apre un finestrone. La facciata è completata in alto da un timpano triangolare che contiene al suo interno un architrave ad arco ribassato poggiante su i due gruppi di lesene centrali.
Parrocchia Immacolata Concezione - CampanileFiancheggia la facciata della chiesa, ad occidente, un sobrio campanile posto a cavaliere del Vico Lava, oggi Via Enrico Messalli: poco lungi da qui si arrestò il "torrente di fuoco" dell'eruzione del Vesuvio del 1754. Diviso in due ordini, riprende le linee marcapiano della facciata arretrandosi lievemente rispetto al filo di quest'ultima. L'ordine inferiore è caratterizzato da un fornice a volta a botte e da una superiore finestra circolare. Il secondo ordine contiene un orologio con quadrante circolare decorato con maioliche policrome; al di sopra si apre una finestra, corrispondente alla cella campanaria che taglia il cornicione superiore e si conclude in alto in una ulteriore finestra circolare, cieca, che si inserisce nelle linee della cupola cuspidata. L'ingresso al campanile avviene dall'interno della chiesa.
Limitava l'accesso della parrocchia un'inferriata di semplice fattura, realizzata nel 1907.
All'interno degli stipiti del portale, in pietra lavica vesuviana, sono scavate due croci biforcate.
Alla sinistra dell'ingresso è murata una lapide marmorea con un'iscrizione in cui si ricorda l'eruzione vesuviana del 1906. 

(Testo tratto dal volume "L'Immacolata Concezione di Boscoreale - Luogo di fede e di arte" - 2001 - Angelandrea Casale - Ennio Gallo)

Ultima modifica

venerdì 26 settembre 2014

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