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Osservatorio verso rifiuti zero

Amministrazione Trasparente
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Osservatorio verso rifiuti zero
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Perché aderire al protocollo “RIFIUTI ZERO entro il 2020”?a. Va verso la direzione giusta, perché quantunque il compito appaia immenso, l’approccio Rifiuti Zero sta conducendo la nostra società nella direzione giusta.
b. E' Sostenibile, perché è certamente di gran lunga migliore rispetto a dipendere da una discarica per rifiuti indifferenziati o per le ceneri di impianti d'incenerimento.
c. Il sistema migliorerà mano a mano che un numero sempre maggiore di produttori imparerà a riprogettare gli oggetti e immetterli nel mercato in modo ecocompatibile.
d. Favorisce la cittadinanza attiva riguardo la responsabilità delle comunità. I cittadini non sono il problema. Quando si rendono conto che la separazione dei rifiuti alla fonte è semplice, che è nell’interesse della nostra vita e del pianeta, che gli amministratori hanno organizzato sistemi efficaci per trattare i materiali scartati che loro separano, cooperano prontamente per far funzionare il sistema.
e. Ci sono dei vantaggi economici per quanto riguarda l’economia locale: il guadagno è maggiore rispetto al sistema di gestione dei rifiuti quali discariche e inceneritori. Per questi ultimi un’enorme quantità di denaro viene investito in macchine tecnologiche e la gran parte di questo lascia intere comunità e probabilmente il Paese e va nelle tasche di pochi imprenditori. Invece, con impianti a bassa tecnologia individuati secondo la strategia Rifiuti Zero, la maggior parte del denaro rimane nella comunità, permettendo la nascita di aziende locali e nuovi posti di lavoro.
f. Favorisce una consapevolezza ambientale, perché mette tutta la comunità di fronte la realtà di questo pianeta dove le risorse sono limitate.

 


La strategia rifiuti zero 2020La strategia Rifiuti Zero è stata ideata e promossa nel mondo dallo scienziato americano Paul Connett, professore emerito della St. Lawrence University di New York e consulente sui rifiuti all'ONU.
Tale strategia affronta in modo sostenibile il problema dei rifiuti, operando concretamente e su diversi piani, per andare verso l'obiettivo Rifiuti Zero entro il 2020.
La sola definizione di “rifiuti zero” accettata a livello internazionale è quella adottata dall’alleanza internazionale rifiuti zero:
“La strategia “rifiuti zero” è al tempo stesso pragmatica ed utopica.
Essa cerca di emulare la sostenibilità dei cicli naturali, dove tutti i materiali eliminati diventano risorse per altri.
“Rifiuti zero” significa prodotti pensati, progettati e realizzati in modo da ridurne drasticamente il volume ed eliminare la tossicità del rifiuto, conservare e recuperarne tutte le risorse, senza ricorrere a pratiche di incenerimento o sotterramento.
Con l’incremento della strategia “rifiuti zero” si elimineranno le discariche che possono essere una minaccia planetaria per la salute degli uomini, degli animali e delle piante”.
La strategia “RIFIUTI ZERO” rappresenta un cambio di prospettiva che va dal sotterramento dei rifiuti come soluzione a valle del problema, ad un approccio a monte della gestione delle risorse. “Se un prodotto non può essere riutilizzato, riparato, ricostruito, rinnovato, rifinito, rivenduto, riciclato o compostato allora deve essere ridotto, ridisegnato o rimosso dalla produzione.”

Il Comune di Boscoreale ha aderito al protocollo “Verso Rifiuti zero” con Delibera di Consiglio Comunale n. 11 del 29/03/2011 e successivamente con Delibera di Consiglio Comunale n. 52 del 28/07/2011 ha istituito l’”Osservatorio verso Rifiuti zero”.
Attualmente hanno aderito all’Osservatorio le seguenti associazioni:
ARS DIAPASON sede corso Galileo Ferraris, 146 Torino
COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE E DEL TERRITORIO sede via Panoramica, 33 Boscoreale
GUERNICA sede via Panoramica, 33 Boscoreale
IN-OLTRE ONLUS sede via Croce, 81 Boscoreale
LA FENICE VULCANICA sede via Panoramica, 33 Boscoreale
MAMME VULCANICHE sede via Armando Diaz, Boscoreale
RETE DEI COMITATI VESUVIANI sede via Croce, 112 Boscoreale

 


Compiti dell'Osservatorio I compiti dell'Osservatorio sono:
1) Monitorare il percorso verso rifiuti zero;
2) Garantire un percorso verso rifiuti zero che sia verificabile, partecipato e aggiornato;
3) Indicare le criticità e le possibili soluzioni.

- MODALITÀ OPERATIVE
a) Monitoraggio.
Il monitoraggio avviene attraverso la valutazione di tutte le attività svolte dal Comune e dal gestore del servizio, basandosi, in via preferenziale sulla valutazione dei dati. L'Osservatorio sceglie gli indicatori di processo utili per monitorare sia il percorso verso rifiuti zero sia ogni altra iniziativa promossa dall'Amministrazione per favorire il percorso verso rifiuti zero. Tra i vari indicatori possibili, a titolo esemplificativo e non esaustivo, possono considerarsi:
1) Livelli di RD (totale e divisa per frazioni);
2) Qualità della raccolta differenziata o percentuali di riciclo, divisi per frazioni;
3) Percentuale di estensione del servizio domiciliare (porta a porta);
4) Funzionamento dell’ Isola ecologica;
5) Iniziative per la riduzione dei rifiuti;
6) Iniziative per favorire la separazione alla fonte;
7) Incentivazione economica;
8) Impianti di riciclaggio e trattamento degli ingombranti;
9) Report delle sanzioni pecuniarie;
10) Report delle segnalazioni e/o dei reclami.
La scelta degli indicatori di processo viene fatta principalmente in accordo con l'Amministrazione, e il Gestore del servizio.
b) Criticità
L'Osservatorio evidenzia le criticità riscontrate in base a:
- Monitoraggio, punto a);
- Verifiche e sondaggi condotti in modo diretto o attraverso associazioni di volontariato.
c) Soluzioni
L'Osservatorio, sulla base delle criticità riscontrate, può sia chiedere che suggerire delle possibili azioni correttive.
d) Partecipazione
L'Osservatorio si impegna a favorire la partecipazione e il coinvolgimento a tutti i livelli (dagli utenti alle Amministrazioni). In tal senso può convocare le Amministrazioni, il Gestore del servizio, i cittadini e le associazioni di categoria. Al fine di favorire la partecipazione può dotarsi di strumenti di comunicazione ritenuti idonei per garantire il coinvolgimento della cittadinanza che non dovranno comportare impegni di spesa a carico dell’Amministrazione comunale.
e) Progetti in conformità al percorso verso rifiuti zero
L'Osservatorio può porre all'attenzione dell'Amministrazione comunale eventuali progetti sia elaborati in proprio, sia proposti da altri. In questo caso svolge il ruolo di promotore. L'Osservatorio può procedere alla istituzione di gruppi di lavoro anche permanenti.
f) Aggiornamenti
L'Osservatorio può porre all'attenzione dell'Amministrazione comunale eventuali aggiornamenti dei regolamenti e della normativa comunale, intercomunale e regionale in tema di gestione dei rifiuti che possano accelerare il percorso verso rifiuti zero.
g) Comunicazione
L'Osservatorio provvede a creare ed attivare i canali di comunicazione con:
- gli organi di stampa, tramite comunicati stampa;
- la cittadinanza, attraverso assemblee partecipative, mailing list e altri sistemi ritenuti idonei.

 


Dieci passi verso rifiuti zero1.separazione alla fonte: organizzare la raccolta differenziata. La gestione dei rifiuti non e’ un problema tecnologico, ma organizzativo, dove il valore aggiunto non e’ quindi la tecnologia, ma il coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare in un passaggio chiave per attuare la sostenibilità ambientale.
2.raccolta porta a porta: organizzare una raccolta differenziata “porta a porta”, che appare l’unico sistema efficace di RD in grado di raggiungere in poco tempo e su larga scala quote percentuali superiori al 70%. Quattro contenitori per organico, carta, multi materiale e residuo, il cui ritiro e’ previsto secondo un calendario settimanale prestabilito.
3.compostaggio: realizzazione di un impianto di compostaggio da prevedere prevalentemente in aree rurali e quindi vicine ai luoghi di utilizzo da parte degli agricoltori.
4.riciclaggio: realizzazione di piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali, finalizzato al reinserimento nella filiera produttiva.
5.riduzione dei rifiuti: diffusione del compostaggio domestico, sostituzione delle stoviglie e bottiglie in plastica, utilizzo dell’acqua del rubinetto (più sana e controllata di quella in bottiglia), utilizzo dei pannolini lavabili, acquisto alla spina di latte, bevande, detergenti, prodotti alimentari, sostituzione degli shoppers in plastica con sporte riutilizzabili.
6.riuso e riparazione: realizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici, in cui beni durevoli, mobili, vestiti, infissi, sanitari, elettrodomestici, vengono riparati, riutilizzati e venduti. Questa tipologia di materiali, che costituisce circa il 3% del totale degli scarti, riveste però un grande valore economico, che può arricchire le imprese locali, con un’ottima resa occupazionale dimostrata da molte esperienze in Nord America e in Australia.
7. tariffazione puntuale: introduzione di sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. Questo meccanismo premia il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggia ad acquisti piu’ consapevoli.
8. recupero dei rifiuti: realizzazione di un impianto di recupero e selezione dei rifiuti, in modo da recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti alla RD, impedire che rifiuti tossici possano essere inviati nella discarica pubblica transitoria e stabilizzare la frazione organica residua.
9. centro di ricerca e riprogettazione: chiusura del ciclo e analisi del residuo a valle di RD, recupero, riutilizzo, riparazione, riciclaggio, finalizzata alla riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili, e alla fornitura di un feedback alle imprese (realizzando la Responsabilità Estesa del Produttore) e alla promozione di buone pratiche di acquisto, produzione e consumo.
10. azzeramento rifiuti: raggiungimento entro il 2020 dell’ azzeramento dei rifiuti, ricordando che la strategia Rifiuti Zero si situa oltre il riciclaggio. In questo modo Rifiuti Zero, innescato dal “trampolino” del porta a porta, diviene a sua volta “trampolino” per un vasto percorso di sostenibilità, che in modo concreto ci permette di mettere a segno scelte a difesa del pianeta.

Ultima modifica

domenica 02 novembre 2014

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